VIVERE IL VANGELO: IV Domenica del tempo ordinario

jesuspredicando-1030x64426.01.2017 – di Don ANTONIO INTERGUGLIELMI – Cappellano Rai – Saxa Rubra (Roma) – Direttore delle Confraternite di Roma

Tutti abbiamo il desiderio di essere felici nella nostra vita.
Il termine «Beati» di cui ci parla il Vangelo questa domenica, l’inizio del discorso della Montagna di Gesù, indica infatti le persone felici. Ma rimane difficile capire come possano essere beati coloro che piangono, che sono afflitti, che sono perseguitati! Ovvio che questa non è la felicità. Si tratta però della possibilità di scoprire, proprio in queste situazioni di bisogno, che non siamo soli. Abbiamo un Padre nel Cielo che non ci abbandona. Queste situazioni, che purtroppo possono arrivare nella vita, si trasformano così nella possibilità di sperimentare che Cristo viene in nostro aiuto e cambia il pianto in gioia, ci difende dalle ingiustizie, ci soccorre nelle persecuzioni, soprattutto da quelle che arrivano proprio quando decidiamo di seguirLo «sul serio».
Per essere felici non bastano i soldi, il successo, le case, le consolazioni del mondo, per quanto vogliano continuamente illuderci. La gioia più grande della vita è scoprire l’Amore di Gesù Cristo per noi, Lui che per primo ha pienamente realizzato la Parola delle beatitudini: si è svuotato di se stesso, si è lasciato umiliare, perchè tu oggi non fossi solo in quella sofferenza, in quella difficoltà, nella tua solitudine.
La Parola del Vangelo di questa domenica ci invita allora, di fronte ai fatti che oggi forse vorresti cambiare, che stai chiedendo a Dio di risolvere subito, a confidare nel Signore: lo so, è difficile, è un combattimento, ma proprio questa storia che stai vivendo affrontata con Cristo diviene la porta che conduce alla vita, stretta e piccola.
Vi entrano i bambini, coloro che, appoggiandosi nel Signore, lo potranno scoprire come Padre!
Dice, infatti, Gesù Cristo che a chi si fa piccolo, come un bambino, si apre il Regno dei Cieli.

VIVERE IL VANGELO: III Domenica del tempo ordinario

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18.01.2017 – di Don ANTONIO INTERGUGLIELMI – Cappellano Rai – Saxa Rubra (Roma) – Direttore delle Confraternite di Roma

«Il popolo che abitava nelle tenebre vide una grande luce, per quelli che abitavano in regione e ombra di morte una luce è sorta»
Tutti forse abbiamo provato la brutta sensazione di trovarci al buio, forse anche quando è mancata improvvisamente la luce. Abbiamo un senso di smarrimento, una sensazione di paura.
Ma se non l’abbiamo provato fisicamente forse l’abbiamo vissuto nella nostra vita, di fronte ad un problema, una notizia che ci preoccupava, una delusione affettiva: un senso di smarrimento, un buio interiore. Ci possiamo trovare dinanzi a problemi che sembrano più grandi di noi, che ci sovrastano: come ritrovare la strada?
Oggi si fa presente la Luce nella tua vita: Cristo, ti sta chiamando a lasciare la tristezza e la paura e, come avviene ai discepoli nel Vangelo di questa domenica, ti invita a seguire Lui, perché anche tu possa guarire dalla più grande cecità della vita: dubitare dell’Amore di Dio. Per questo ti manda profeti e testimoni, che ti annunciano che il Signore non ti abbandona, non ti lascia in preda alle tenebre.
E allora, anche se hai tante situazioni complicate, problemi che sembrano senza soluzioni e ti lasciano al buio, niente paura! Cristo, che ti ha donato il Suo Spirito nel battesimo, che Lo rinnova con i Sacramenti e la Sua Parola, vuole risvegliare questo gemito di vita dentro di te!
Lo Spirito Santo riprende forza in te e ti aiuta, ti consola, ti incoraggia, viene in soccorso alla tua debolezza e trasforma le tenebre in luce!

VIVERE IL VANGELO: II Domenica del tempo ordinario

battesimo 1612.01.2017 – di Don ANTONIO INTERGUGLIELMI – Cappellano Rai – Saxa Rubra (Roma) – Direttore delle Confraternite di Roma

Saper riconoscere.

La nostra vita, tutta la vita, è scandita da un ritmo, dai tempi e dai momenti che decidono il nostro destino, da scelte o rinunce, dal saper “riconoscere” al tempo opportuno cosa sia bene fare o non fare.  Sbagliare il tempo, come in una sinfonia, vuol dire tante volte rovinare l’armonia, rendere insipida la vita.

Non si tratta del “cogli l’attimo”, concetto che spinge a prendere per sé, a non lasciarsi sfuggire i piaceri, che nega un disegno divino e riduce quindi l’esistenza dell’uomo ad una condanna dove, poiché non esiste il Cielo, bisogna approfittare di ogni occasione, perché poi c’è solo la tomba. Tutto il contrario per il cristiano. Saper riconoscere per il cristiano indica infatti: “saper discernere” la via del bene e prenderla, senza paura.

San Giovanni Battista sa riconoscere Cristo, non lo vuole sostituire, sa che solo Lui potrà “adempiere ogni giustizia”, come dice Gesù al momento del Suo battesimo, che vuol dire: solo Lui può indicarmi la strada della Salvezza, quel cammino che può rendere la mia vita piena e realizzata.

Oggi anche per noi è importante saper riconoscere Cristo, “saper discernere” dove sta la strada giusta per seguirlo: Lui ci parla con i fatti, ma mostra questa strada a chi, come il Battista, non vuole prendere il Suo posto, a chi non lo rifiuta, a chi lo riconosce come suo Salvatore ed è disposto ad ascoltarlo.

Anche noi allora potremo dire con il Battista “Ho visto e posso testimoniare che questi è veramente il Figlio di Dio”

PROSSIMO INCONTRO DI FORMAZIONE

Attività Confraterniteattività e appuntamenti
delle Confraternite

Lunedì 16 gennaio 2017
Confraternita del Senior de lo Milagros
Via della Lungaretta, 22/a

Lunedì 16 gennaio, alle ore 19, avrà luogo alla Confraternita del Senor de los Milagros, a via della Lungaretta, 22/a (Trastevere), il terzo incontro di formazione per confratelli e consorelle. Il programma prevede la catechesi alle 19, la celebrazione della Santa Messa alle 20 e a seguire la cena. Questa volta gusteremo piatti tipici della cucina peruviana!

VIVERE IL VANGELO: Battesimo del Signore

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07.01.2017 – di Don ANTONIO INTERGUGLIELMI – Cappellano Rai – Saxa Rubra (Roma)- Direttore delle Confraternite di Roma.

“Tu sei il mio figlio, sei il mio prediletto” questo Dio ci ha detto il giorno del nostro Battesimo, come ha fatto con Gesù. E ci ha anche donato lo Spirito di suo Figlio, perché la nostra vita fosse immagine della Sua Gloria.
Un disegno meraviglioso. Un impegno di Dio verso di noi. In cambio, solo la fiducia in Lui, confidare nei suoi disegni di Salvezza. Come ci ha ricordato Papa Francesco, dovremmo perciò festeggiare il giornodel nostro Battesimo, segnarci quella data, perché quel giorno siamo stati ricreati per il Cielo.
Abbiamo ricevuto un dono immenso, spesso non usato, anzi dimenticato e trascurato, costretti a vivere una vita “orizzontale”, come un tempo che ci porta verso la fine di tutto.
Questa condanna, questa chiusura del Cielo, è all’origine della nostra infelicità, è il motivo che ci costringe a vivere “dipendenti”, in fondo schiavi, da tutto quello che ci aiuta a “non pensare alla fine”: vacanze, accumulare, affermarsi ad ogni costo, darsi piacere in tutti i modi possibili. Da questo nascono i tradimenti, l’egoismo, la malvagità e le tante malattie mentali.
Ma Dio, in Gesù Cristo, non ha voluto questa “maledizione” per noi.
Che oggi si riapra la Speranza di una vita Celeste.
Chiediamo a Cristo: “Donaci di poter vivere come te, liberi, liberi di amare, liberi di donare la nostra vita senza paure. Di diventare così persone felici di portare a tutti questo annuncio di Verità”.

VIVERE IL VANGELO: Epifania del Signore

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04.01.2017 – di Don ANTONIO INTERGUGLIELMI – Cappellano Rai – Saxa Rubra (Roma) – Direttore delle Confraternite di Roma

Epifania festa della Luce, delle tenebre che lasciano il posto alla Speranza e ci liberano dalla paura!
La paura che nasce da un inganno. Lo stesso inganno che spinge Erode a uccidere degli innocenti, può condizionare la nostra vita, rovinando e distruggendola, togliendoci la Gioia e la Speranza. Qual è questo inganno?
Che Dio non ti ama e che quindi accoglierlo nella tua vita significa essere limitati, proprio come credeva Erode che teme questo bambino appena nato, teme che gli tolga il potere, pensa che sia venuto per spodestarlo…
Questo inganno si può ripetere nella nostra vita: se segui Cristo non sarai felice, sarai limitato, non potrai realizzarti.
E’ la menzogna più grande, la radice della nostra infelicità, che ci porta a seguire le nostre strade, ad allontanarci dal disegno d’amore che Dio aveva preparato per noi.
Sono i Magi a mostraci la strada: seguono una stella, un segno, hanno desiderio di trovare Cristo e non si fanno intimidire da Erode, perché non sono interessati alla sua stima, non cercano il potere che lui gli avrebbe dato, non si lasciano sedurre dalle sue promesse. Promesse false, come tutte le promesse del mondo.
Per questo sono Sapienti, come lo è l’uomo che non si lascia sviare dalle false promesse.
I loro doni più belli, li riservano solo per Cristo.
Difendono la strada che il Cielo gli ha indicato e trovano la Luce, incontrano Cristo!