RIUNIONE DEL CONSIGLIO DIRETTIVO

Si è svolta il giorno 29 marzo 2017, con inizio alle 19.10, la riunione del Consiglio Direttivo della Confraternita. Assente giustificato il Segretario Filippo Baviera.

Il Consiglio ha iniziato con la preghiera a cura del Parroco. Subito dopo lo stesso Parroco ha chiesto che la Confraternita elargisse un contributo alla parrocchia di 600 euro pari a 50 euro mensili per l’uso dei locali. Il Consiglio ha approvato.

Il Parroco ha anche informato che questo anno la festa di Sant’Antonio sarà da lui gestita ed organizzata. Alla Confraternita resta solo la parte civile. Il Consiglio prende atto.  Il Parroco lascia la riunione alle ore 19.20.

Il Presidente informa che per la parte civile ci sarà il consueto teatro in Piazza Trilussa il giorno 16 giugno mentre la sera del 17 giugno ci sarà la solita pasta offerta con l’esibizione dell’ormai tradizionale Santino Strano con canti e balli e sempre in piazza Trilussa.

Il Consiglio decide all’unanimità di stilare un elenco di tutto ciò che è parte integrante della festa religiosa e di inviarla al Parroco in modo che non ci siano fraintendimenti.

Il Consiglio decide, inoltre, di inviare un messaggio a tutti gli iscritti al fine di regolarizzare le quote associative.

Il Consiglio convoca la riunione dei portatori per il giorno 5 maggio 2017 alle ore 20.30.

Su proposta del Consigliere Alessandro Guarracino si decide di posizionare una targa con la storia della confraternita presso la teca che conserva la statua di Sant’Antonio.

Per quel che concerne l’invito dell’Ufficio Confraternite del Vicariato al fine di tenere aperta la Chiesa di Santa Dorotea il giorno primo aprile con la presenza di due membri in abito corale il Consiglio accoglie la proposta ed indica nelle persone di Antonietta Cigolani e Marina Frontani (10/14) e Patrizia Cascapera e Marina Lazzari (14/18) coloro che stazioneranno nella Chiesa.

La riunione viene conclusa alle ore 20.30.

VIVERE IL VANGELO: IV Domenica di Quaresima

christ-healing-the-blind-man-carl-heinrich-bloch22.03.2017 – di Don ANTONIO INTERGUGLIELMI – Cappellano Rai – Saxa Rubra (Roma) – Direttore delle Confraternite di Roma.

Questo brano del Vangelo di Giovanni è una catechesi che illumina la nostra realtà, forse proprio quello che stiamo vivendo in questo tempo di Quaresima. Anche noi infatti possiamo essere ciechi, spiritualmente. Forse ti illudi di aver fede, di essere un “buon cristiano”, ma se non conosci un po’ della tua realtà, cioè chi sei veramente tu, questa è solo un’alienazione, un modo per giustificarti o per sentirti meglio degli altri: e questo non ha nulla a che vedere con Dio.

“L’uomo che non si conosce non si può mai convertire davvero al Signore Gesù”, diceva San Bernardo da Chiaravalle.

Perché per convertirsi occorre partire dalla nostra realtà, che è una realtà di peccato, di fragilità, di povertà: San Paolo scriveva che “Proprio a Lui, il peggiore di tutti, il Signore aveva usato Misericordia”.

Questo non è facile per nulla: nella conclusione del Vangelo di questa domenica infatti i farisei chiedono a Gesù: “Siamo forse ciechi anche noi?”, e Lui risponde: “Se foste ciechi (cioè se riconosceste che siete ciechi), non avreste alcun peccato; ma siccome dite: ‘Noi vediamo’, il vostro peccato rimane”.

Ecco la vera cecità: di chi oggi si crede già giustificato. Mentre Gesù Cristo viene a dare la vista a chi oggi si riconosce cieco!

Per quelli che credono di vedere e di non aver nessun bisogno che Gesù Cristo venga a dar loro la vista, Lui non può fare nulla, perché rendono inutile Gesù Cristo, vanificano l’opera dello Spirito Santo.

Ma chi non ha paura di vedere la realtà, scoprirà, come il cieco nato, l’Amore di Dio che lo perdona, gli ridona la vista e la capacità di seguire Cristo, non più sentendosi migliore degli altri, ma con umiltà e gratitudine.

ANGELO NASSO E’ TORNATO ALLA CASA DEL PADRE

Il Confratello Angelo Nasso è tornato alla casa del Padre dopo un periodo di malattia. Siamo vicini alla moglie Mirella, al figlio Michele, alla sorella Franca ed alla nipote Sabrina nostri confratelli e consorelle. I funerali si terranno giovedì 23 marzo 2017 alle ore 10.30 presso la Chiesa di Santa Dorotea. Presenza in abito corale.

VIVERE IL VANGELO: III Domenica di Quaresima

146655875915.03.2017 – di Don ANTONIO INTERGUGLIELMI – Cappellano Rai – Saxa Rubra (Roma) – Direttore delle Confraternite di Roma.

In quest’anno liturgico la Quaresima è arricchita dalle letture che fanno parte dell’iniziazione cristiana: Il Vangelo di questa domenica è una catechesi fondamentale per i catecumeni, che nel tempo della Quaresima fanno la preparazione per ricevere il battesimo nellanotte di Pasqua.

Nel Vangelo di Giovanni vi è una samaritana, che andava costantemente al pozzo a prendere un po’ di acqua per calmare la sete. Ma l’acqua le finisce presto e deve continuamente ritornare al pozzo. Noi siamo questa samaritana. Abbiamo tutti sete di felicità, di serenità, di comunione, di pace, e andiamo a cercarla, magari anche in Chiesa, o forse in altri posti, e lì ci viene un po’ placata. Ma presto abbiamo sete di nuovo e così torniamo a cercare acqua, come la samaritana.

Gesù le chiede per primo l’acqua, perché lei si accorga che quell’acqua non disseta la vera sete; poi nel dialogo le svela perché la sua sete non si placa, quella profonda, quella dentro di lei. E glielo svela con il dialogo sul marito.

Che c’entrano i tanti mariti della donna samaritana con la nostra sete di felicità? Perché la nostra sete non si placa per la stessa ragione: non ci disseta quest’acqua di Gesù, anche se andiamo in Chiesa, se preghiamo, perché in realtà siamo legati ad “altri”, non ci fidiamo fino in fondo di Dio, non vogliamo rischiare!

Ecco che Gesù ci dice: “adorerete in Spirito e Verità”, che significa seguire Cristo e cercare la volontà di Dio e non vivere la fede cercando che Dio faccia la mia volontà, ma farci condurre dal Su Spirito.

Questa è la vera adorazione: entrare nella nostra storia dove Cristo è presente, ci guida. Solo così non avremo più sete, saremo liberi di amare, liberi dagli schemi e dalle immagini di una religione opprimente e vuota.

VIVERE IL VANGELO: II Domenica di Quaresima

Giovanni_Bellini_-_Trasfigurazione_di_Cristo

08.03.2017 – di Don ANTONIO INTERGUGLIELMI – Cappellano Rai – Saxa Rubra (Roma) –Direttore delle Confraternite Romane.

Gesù conosce la debolezza dei suoi discepoli. Sa che non comprendevano nulla della sua missione, tanto che lo avrebbero abbandonato nel momento della prova.
Gesù vuole venire in loro aiuto: porta con sé i suoi tre apostoli prediletti per dargli un anticipo della Gloria futura, della Resurrezione.
Sul monte Tabor Gesù si trasfigura davanti a loro, gli mostra quale sarebbe stato il suo destino, la vittoria sulla morte.
Anche noi abbiamo dal Signore degli anticipi della vita Eterna: Lui ci fa assaporare la “bellezza” di seguirlo, ci fa gustare “quanto è bello fare la Sua volontà”.
Forse è avvenuto in un momento di preghiera, in un incontro, attraverso una riconciliazione, forse con un gesto d’amore gratuito, fatto o ricevuto: lì abbiamo potuto sperimentare come una “trasfigurazione”, abbiamo fatto esperienza dell’Eterno.
Anche noi quel giorno abbiamo esclamato: “Signore ma quanto è bello stare con te!”, possiamo rimanere ancora un po’ in questa pace, gustare ancora questa gioia…?!

RIUNIONE IN VICARIATO

RIUNIONE GIOVEDI’ 16 MARZO ORE 17 IN VICARIATO 

Carissimi Confratelli e Consorelle, vi aspetto tutti: giovedì 16 marzo alle ore 17
alla Sala Rossa del Vicariato per preparare insieme:

–  Via Crucis del prossimo 7 aprile

– Evento sul volontariato Al Circo Massimo, con apertura di alcune delle nostre Chiese il 1 e 2 aprile

– iniziative varie di Pasqua

E’ fondamentale sia presente almeno un rappresentante per Confraternita

A presto!

don Antonio

VIVERE IL VANGELO: I Domenica di Quaresima

quarTENTAZ01.03.2017 – di Don ANTONIO INTERGUGLIELMI – Cappellano Rai – Saxa Rubra (Roma) – Direttore delle Confraternite di Roma
Come Gesù anche noi possiamo trovarci in un deserto “esistenziale”, assediati da timori e ansie, delusioni e dubbi di fede. Per questo Gesù è stato sottoposto alla tentazione, perché potessimo sapere che Lui mai ci abbandonerà, che nel momento della prova Lui è con noi e ci dona il Suo Spirito.Lo Spirito di Cristo che ci difende, che non gli ha fatto ascoltare gli inviti del nemico: l’ingannatore, tanto astuto da usare la Parola di Dio per tentare di farlo cadere.

Quante volte anche noi siamo sottoposti a queste trappole: “ma se sei stato trattato in questo modo, vendicati, ribellati, come si permette di fare questo a te!”. Sempre il demonio ci adula per farci cadere: «Se tu sei Figlio di Dio, di’ che queste pietre diventino pane», sussurra a Cristo.

La prima tentazione, quella del pane, è la tentazione di avere una sicurezza, assicurarsi le cose materiali prima di tutto, anche a costo di rinnegare la fede, mettendo Dio all’ultimo posto: prima il lavoro, i soldi, il successo, etc. e così per le altre due tentazioni, quella della storia e quella degli idoli.

Questa Quaresima viene per aiutarci ad entrare nella verità.

Tutti noi abbiamo queste tentazioni: a te, nel fondo, cosa interessa?

Forse oggi non vedi nulla perché sei ingannato, cerchi di seguire Cristo, ma in realtà non lo ascolti mai: anche noi possiamo dire parole molto belle, sentimentali e che fanno smuovere il cuore, ma, all’ora della verità, della tentazione, cosa facciamo?